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	<title>srtruffoli &#8211; Amma Cucenà (food &amp; travel blog)</title>
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	<description>Ricette, indirizzi di ristoranti, dritte mangerecce, aneddoti caserecci e molto altro...</description>
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		<title>Gli struffoli e la tombola delle feste natalizie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cucenellista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 21:07:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[U cor rent a r' Zuccher]]></category>
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					<description><![CDATA[Natale, capodanno, epifania sono anche sinonimo di grandi riunioni in famiglia e tra amici &#8211; che oggi chiameremmo assembramenti &#8211; per giocare a tombola. Ogni famiglia, ogni gruppo, ha un suo linguaggio in codice associato a questo gioco antico e poetico, colorito dai numeri della Smorfia napoletana, ma anche da [&#8230;]]]></description>
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<p>Natale, capodanno, epifania sono anche sinonimo di grandi riunioni in famiglia e tra amici &#8211; che oggi chiameremmo assembramenti &#8211; per giocare a tombola. Ogni famiglia, ogni gruppo, ha un suo linguaggio in codice associato a questo gioco antico e poetico, colorito dai numeri della <em>Smorfia</em> napoletana, ma anche da modi di dire che si creano spontaneamente e si perpetuano di anno in anno.</p>



<p>“<em>Amma fa nu tocc?</em>”, ricev a nonn, “<em>Amma fa nu cuorp a tombol?</em>” diceva mia madre ai tempi della nonna, prova a dire ancora, per scuotere il torpore digestivo dei tardi pomeriggi delle feste di Natale.</p>



<p>Quando la boss era ancora viva, <em>tiemp bell e ‘na vot</em>*, ci si riuniva, tra figli e nipoti a giocare a tombola guardando sempre lei, scandendo bene i numeri, perché a nonn non sentiva e non si sapeva se avesse azionato<em> u valvolator</em>** o no prima di iniziare a giocare. Quindi il “<em>si ia chiammà i nnummer mittet di front a nonn</em>”*** era una raccomandazione da tenere in conto se si decideva di essere la voce della giocata.</p>



<p>Chi chiamava col panariello <em>nun dev sul i nnummer</em>****, ma era anche voce narrante che narrava i fatti di quelli che uscivano da dentro al <em>tumbulicchio</em>*****. Eh sì, perché da dentro al tumbulicchio potevano uscire <em>u puorco, a criatur, a femme annur, Santa Lucia corrente che correva, correva perché correva? U totan ‘nta chitarr, a funa ‘ngann, u mbriec e compagnia cantante, musica musicanti</em>******. E poi un bel pomeriggio capitò pure che da dentro al panaro uscì<em> ‘na mmott i fav</em>*******, “<em>C gghiè ‘sta mmott i fav?</em>”******** esclamò la nonna spazientita…. Una bella novità o forse solo mio zio che si era divertito a leggere il 45 in inglese ‘nfacc a nonn “fortifaiv”*********. “<em>Nun agg fatt mang nu lamp</em>” sentenziava a nonn amareggiata a fine giro se non era riuscita a concretizzare neanche un ambo. Poi capitava che in alcuni Natali, alle giocate si aggregavano anche il fratello di mia nonna di Ventotene e sua moglie<em> romana de Roma</em> che, per auspicare una migliore uscita di numeri e riempire meglio le sue cartelle, esortava la voce narrante di turno con un altisonante “<em>smucina un po’ ste palle!</em>” “Uno e me ne vo&#8217;!’”, invece, non era l&#8217;annuncio di un viaggio per mete esotiche, ma l’esclamazione di chi avvisava per una tombola imminente, di colui o colei che aspettava l’ultimo numero mancante per aggiudicarsi il malloppo del più ghiotto montepremi. Tra una giocata e l’altra, non mancavano roccocò, mustacciuoli e struffoli, per non parlare dei mandarini, di cui si usavano le bucce per coprire i numeri. Associo ancora oggi la tombola all’odore di mandarino sulle mani.</p>



<p>Mia madre portava spesso gli struffoli alle tombolate. <em>S’avevna mangià</em>, ma senza distrarsi, perché si potevano pure invocare benedizioni delle cartelle da parte di preti dell’immaginario collettivo procidano tramite una bella scritta con la bic blu a incorniciare i numeri da coprire, ma se non si guardava a cartedd, non c’erano santi che potessero intercedere per le vincite.</p>



<p>Quei pomeriggi con le tombolate volavano e sono volati via molti dei loro partecipanti. Restano però i loro modi di dire, le loro battute, i loro accenti. E resta ora la ricetta degli struffoli, in attesa di poter fare nuove riunioni e tramandare il linguaggio tombolistico alle nuove generazioni.</p>



<p>Per gli struffoli, mia madre da anni fa la stessa ricetta, presa da un libro antico di cucina napoletana chiamato “<em>A Napoli si mangia così</em>”. È più che collaudata e la riporto fedelmente qui di seguito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ingredienti</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>450 g di farina 00</li><li>3 uova intere</li><li>90 g di burro</li><li>3 cucchiaini di zucchero bianco</li><li>30 ml di rum bianco, maraschino o limoncello</li><li>La buccia di un limone grattugiata</li><li>Un pizzico di sale</li><li>Mezzo cucchiaino di Pane degli Angeli</li><li>300 ml di miele di acacia</li><li>Frutta candita a pezzetti e confettini a piacere</li><li>Olio di semi di girasole in abbondanza per la frittura</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Procedimento</h2>



<p>Il una ciotola impastare innanzitutto le uova e lo zucchero, aggiungere gradualmente la farina e il burro e continuare a impastare con le mani. Aggiungere poi il Pane degli Angeli e la buccia di limone grattugiata, il liquore scelto. Impastare fino a ottenere una pasta morbida e compatta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-impasto.jpg" alt="" class="wp-image-999" srcset="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-impasto.jpg 750w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-impasto-300x200.jpg 300w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-impasto-360x240.jpg 360w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>L&#8217;impasto per gli struffoli prima dell&#8217;ora di riposo &#8211; Foto by @ammacucena</figcaption></figure>



<p>A questo punto, avvolgere l’impasto nella pellicola e lasciarlo riposare in frigo o in un posto freddo per un’ora.</p>



<p>Passata l’ora, aprire la pellicola, prelevare l’impasto, fare tanti pezzi lungiformi, tagliarli a pezzetti e fare delle piccole palline.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-striscia-da-tagliare-a-pezzrttini.jpg" alt="" class="wp-image-1000" srcset="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-striscia-da-tagliare-a-pezzrttini.jpg 750w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-striscia-da-tagliare-a-pezzrttini-300x200.jpg 300w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-striscia-da-tagliare-a-pezzrttini-360x240.jpg 360w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Parte di impasto lungiforme da tagliare a pezzettini &#8211; Foto by @ammacucena</figcaption></figure>



<p>In una pentola larga e alta, far scaldare l’olio per friggere le palline. Immergerle nell’olio caldo gradualmente, per evitare che si produca schiuma, farle dorare e prelevarle con una votapesc (schiumarola).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-palline-da-friggere.jpg" alt="" class="wp-image-1001" srcset="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-palline-da-friggere.jpg 750w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-palline-da-friggere-300x200.jpg 300w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-palline-da-friggere-360x240.jpg 360w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Palline da friggere &#8211; Foto by @ammacucena</figcaption></figure>



<p>Metterle ad asciugare su carta assorbente. Una volta terminata la frittura delle palline, preparare il bagno di miele. In una pentola, mettere il miele, un cucchiaio di zucchero, e due cucchiai d’acqua. Mettere su fiamma bassa. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-fritti.jpg" alt="" class="wp-image-1002" srcset="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-fritti.jpg 750w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-fritti-300x200.jpg 300w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-fritti-360x240.jpg 360w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Palline fritte &#8211; Foto by @ammacucena</figcaption></figure>



<p>Quando il miele diventa ambrato, immergervi gli struffoli, girandoli un paio di volte e aggiungere i canditi e i confettini. Disporre gli struffoli<em> ‘ngopp a na bella uantier</em> e completare la decorazione a piacimento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-nellolio-di-frittura.jpg" alt="" class="wp-image-1003" srcset="https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-nellolio-di-frittura.jpg 750w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-nellolio-di-frittura-300x200.jpg 300w, https://www.ammacucena.it/wp-content/uploads/2021/01/Struffoli-nellolio-di-frittura-360x240.jpg 360w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Struffoli col miele nella pentola &#8211; Foto by @ammacucena</figcaption></figure>



<p>Lasciar raffreddarre posizionandoli ‘ngopp o tavulin vicin o presepio, o ngopp a cristallier in bella mostra. Al limite, se non c’è spazio sui mobili citati, lasciarli, sempre a para vista, ‘<em>ngopp ‘o bibigas.</em></p>



<p class="has-small-font-size"><em>tiemp bell e ‘na vot</em>*: bei tempi di una volta che sono andati. La &#8220;boss&#8221; era come veniva chiamata affettuosamente mia nonna materna.</p>



<p class="has-small-font-size">u valvolator**: era il nome che mia nonna dava all&#8217;apparecchio per l&#8217;udito.</p>



<p class="has-small-font-size">“<em>si ia chiammà i nnummer mittet di front a nonn</em>”***: se devi chiamare i numeri ti devi mettere di fronte alla nonna.</p>



<p class="has-small-font-size"><em>nun dev sul i nnummer</em>****: &#8220;non dava solo i numeri, nel senso che non chiamava solo i numeri col cestino. In napoletano e procidano &#8220;dare i numeri&#8221; è anche &#8220;dare di matto&#8221;.</p>



<p class="has-small-font-size">tumbulicchio*****: cestino in vimini per i numeri della tombola.</p>



<p class="has-small-font-size"><em>u puorco, a criatur, a femmen annur, Santa Lucia corrente che correva, correva perché correva? U totan ‘nta chitarr, a funa ‘ngann, u mbriec e compagnia cantante, musica musicanti</em>******: si tratta di una serie di figure associate ai numeri secondo la <em>Smorfia</em>: 4, il maiale, 21, la donna nuda, 13 Santa Lucia, 67, il totano nella chitarra, 39, la fune in gola (l&#8217;impiccato), 14, l&#8217;ubriaco, 55, la musica.</p>



<p class="has-small-font-size"><em>‘na mmott i fav</em>*******: un pugno di fave.</p>



<p class="has-small-font-size">“<em>C gghiè ‘sta mmott i fav?</em>”********: Cos&#8217;è questo &#8220;pugno di fave&#8221;, a cosa corrisponde? La nonna parlava il dialetto di Ventotene.</p>



<p class="has-small-font-size">“fortifaiv”*********: trascrizione fonetica di forty-five.</p>
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